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Digital Subscriptions > Vroom Italia > n. 347 Luglio 2018 > TORNIAMO SUI KARTISTI “PRIVATI”

TORNIAMO SUI KARTISTI “PRIVATI”

In risposta alla precedente pubblicazione, in questa stessa rubrica, della lettera del Comitato Karting (genitori e piloti non professionisti) e quindi facendo seguito al nostro relativo commento, riceviamo questa seconda missiva, sempre indirizzata a noi e alle varie autorità del karting nazionale, ma anche a tutti i kartisti interessati. Che ha come titolo/oggetto: Precisazioni sulla costituzione di un “Campionato piloti privati” con classifica separata nelle principali categorie

PRESA DIRETTA la posta dei lettori

Cogliamo l’occasione per ringraziare il direttore della rivista Vroom karting magazine per averci dato ampio spazio nel numero di giugno, confermando sempre grande interesse anche per quel movimento di kartisti normalmente poco considerati per i budget a disposizione limitati. Convinti che nulla è facile quando si propongono nuove iniziative, volevamo approfondire l’argomento in funzione delle considerazioni scritte. Queste le nostre proposte inviate alla federazione, ai costruttori di motori e al mensile Vroom:

■ costituire un “campionato privati” con classifica separata nel contesto dei campionati già presenti, 60 Mini, Rotax, OKJ, IameX30, Birel Easykart, Tony Vortex Rok, in particolare con il benestare dei singoli costruttori che vorranno appoggiare l’iniziativa;

■ assistenza meccanica e telaistica di un familiare o amico che risulti non essere meccanico o preparatore professionista;

■ motore piombato completo di carburatore e marmitta a noleggio offerto a prezzo politico dal costruttore che aderisce all’iniziativa e lo fornisce e con garanzie di prestazioni equivalenti agli altri noleggiati con la possibilità di sostituzione in caso di problemi tecnici o prestazionali;

■ sorteggio motore sostituito ed invertito tra i vari privati affinché tra qualifiche, batterie e gare i diversi propulsori vengano fatti girare;

■ nessuna verifica dei motori, per i quali la casa costruttrice garantisce a monte la regolarità, escluso il caso di podio nella classifica generale;

■ area paddock dedicata ai privati facilmente controllabili dai commissari per evitare collaborazioni con team e preparatori;

■ podio con premiazione dei primi tre nella classifica riservata ai “privati”;

■ utilizzo anche di telai con omologa scaduta;

■ licenza consentita anche con un anno di età oltre quello che prevede la categoria stessa.

La scelta di provare a costituire un “campionato privati” e non un campionato amatori è frutto delle conoscenze dirette da genitori sui desideri e sulle esigenze dettateci dagli stessi ragazzi. Nelle precedenti due “lettere aperte” abbiamo ribadito quello che succede alla maggior parte dei piloti che non potendo essere supportati economicamente dalla famiglia quanto serve per essere competitivi, preferiscono indirizzarsi verso altri sport. I ragazzi che hanno fatto un minimo di gavetta conoscono bene le differenze di prestazioni del correre con un motore di cassetta e un telaio curato dal padre, anziché correre con un motore elaborato da un preparatore di grido e un telaio messo a punto per le condizioni reali della pista dal telaista di un top team. Sono altrettanto consapevoli che il supporto di un telemetrista può migliorare il rendimento di guida nelle piste meno conosciute e che chi si può permettere di correre trenta gare l’anno con fiumi di gomme nuove a disposizione avrà comunque una marcia in più. Se a questi ragazzi che magari hanno corso anche con discreti risultati nelle categorie nazionali o monomarca vai a dire:

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